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Lo spazio dopo il Lavoro




Dopo una lezione di voce e di recitazione (in verità di Non Recitazione :-)) invito sempre i partecipanti e gli allievi a prendersi uno spazio di silenzio e di ascolto di quello che è presente.

Non tanto di quello che è accaduto ma di quello che è presente - forse perché trasformato o forse perché più in luce.

O forse perché emerso.


Ma non è importante il perché (o meglio non è il focus del mio lavoro creativo ed artistico) ma il COME.


COME STO? non solo nel senso emotivo ma anche e soprattutto fisicamente e nella percezione di me stesso e dello spazio intorno. Questa è la prima domanda.


Ci occupiamo spesso del piano emotivo ma quello più fisico e quello mentale a volte possono apparire come "in secondo piano", più sfuocati, come se fossero meno importanti.


Dal fisico invece invece emergono importanti movimenti ed informazioni che possono portare ad un cambiamento reale, un cambiamento che riverberera' (che bella parola) anche nella qualità energetica del pensare e quindi anche nelle emozioni.


"Cosa percepisco" è la domanda che, AL DI LA' DELLA RISPOSTA, apre un dialogo tra noi e noi, tra noi e lo spazio e quindi tra noi e gli altri.


A che serve tutto questo?

E a chi?


Se sei un artista questo "lavoro" permette di contattare il tuo corpo integrando mentale, emotivo e fisico. E poi via libera alla creatività. Provare per credere.


Se non sei un artista (e chi non lo è?) questo "lavoro" porta a conoscere i molti "strati" di cui siamo intessuti: grazie all'arte millenaria del Teatro combinata in modo originale ed esclusivo con le antiche tecniche del Massaggio.


Vuoi provare anche ti sembra STRANO?

Benvenuto, la strada è questa!

Ti aspetto con GIOIA


Eleonora


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